Crisi del credito: meno liquidità al CentroSud, Pmi temono credit crunch

19-11-2008:

I risultati di un sondaggio effettuato da Il Sole 24 Ore Radiocor

Roma, 13 nov - Le imprese, in particolare quelle medie e piccole, fanno sempre più fatica ad accedere al credito: è un coro unanime, o quasi, quello che si alza dal Centro-Sud Italia.

Alle prese con una crisi finanziaria inattesa, le banche italiane stanno chiudendo i rubinetti della liquidità. Questo si traduce per le aziende in procedure più rigide per accendere un fido, richiesta di maggiori garanzie da parte delle banche e aumento degli spread. Dal sondaggio effettuato da Il Sole 24 Ore Radiocor su un nutrito gruppo di associazioni di imprenditori e artigiani del Centro e del Sud Italia emerge un quadro a tinte fosche: il credit crunch si sta materializzando e molti si aspettano un peggioramento della situazione nei prossimi mesi. Pur non disponendo di dati quantitativi molte associazioni riferiscono di richieste di aiuto sempre più frequenti da parte di imprenditori in crisi di liquidità.

Per Giovanni Guidarelli, responsabile per il credito della Confartigianato di Firenze, "c'e stato irrigidimento a livello di micro e piccole imprese in tre direttrici: richieste di rientro, revoche di affidamenti e maggiori garanzie richieste dalle banche rispetto a quelle di un anno fa".
Le stesse difficoltà le incontrano le imprese del distretto tessile di Prato: "Il settore tessile - dice Raffaella Pinori, vicepresidente Unione industriali di Prato - è costituito da piccole imprese, che già nel 2007 mostravano segnali di appannamento e che ora di trovano ad affrontare questo cataclisma finanziario".

Molte associazioni stanno promuovendo incontri con le banche del territorio per capire le ragioni alla base dell'irrigidimento nei criteri di concessione del credito. E' così per l'Apindustria di Ancona: "Abbiamo fatto degli incontri con il sistema bancario e altri sono in agenda", dice Andrea Alfonsi. In un'area di insediamento industriale plurisettoriale come Ancona (tessile, calzaturiero, arredamento e meccanica) le difficoltà maggiori stanno interessando "le imprese nei settori più a rischio".

Più a Sud, nell'area industriale di Frosinone, il presidente della Confartigiano locale, Augusto Cestra, segnala un allungamento delle procedure per l'apertura dei fidi: un aspetto che sarà affrontato dall'Osservatorio sul credito messo in piedi da banche e imprese del frusinate. Forti difficoltà le stanno incontrando anche le pmi del Mezzogiorno. In Puglia la Cna sta conducendo una rilevazione quindicinale e dal monitoraggio, dice Teresa Pellegrino, responsabile regionale del credito della Cna Puglia e direttrici della Cofidi Puglia, emerge "un aumento di revoche e richieste di rientro sul fido in essere. Ci sono anche casi di riduzione rispetto all'accordato iniziale".

In Sardegna, la Confindustria sta effettuando una verifica e "nei prossimi giorni ci sarà un incontro con le banche", dice Roberto Saba, segretario generale. "Dai primi dati - aggiunge - stiamo verificando che non c'è un problema di quantità di risorse ma di restringimento nelle procedure di attribuzione dei fidi".

Problemi si stanno verificando nelle aziende del lettiero-caseario. Per il presidente di Confindustria Puglia, Alessandro Laterza, l'area di Bari mostra "segnali preoccupanti. Qui ci sono comparti che già pativano difficoltà: un esempio è quello dell'arredamento ma i rischi riguardano tutti i settori. Abbiamo una meccanica molto forte ma il settore auto è in grave crisi, come noto. Quello che sta patendo meno è quello dell'Ict", conclude.
Claudio Celio

Fonte: dalla rete

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