Una politica più spinta a favore dell'occupazione femminile. Perché siamo lontani dall'obiettivo della strategia di Lisbona e perché più occupazione femminile è strumento di crescita economica. È una decisione presa dal ministro per le Politiche europee Emma Bonino che, di concerto con i suoi colleghi Pollastrini, Bindi e Damiano, ha promosso una Nota aggiuntiva al Rapporto annuale sullo stato di attuazione dell'accordo europeo di Lisbona.L'accordo di Lisbona aveva indicato per il 2010 il traguardo del 60% e l'Europa non è molto distante (57,4%) ma l'Italia è ancora arretrata al 46,3%. Ciò si riflette sul tasso di occupazione totale: nella Ue è al 64,4%, in Italia al 58,4%. Di qui la decisione di intervenire con una serie di politiche mirate, tanto più necessaria se si tiene conto del fortissimo il dualismo tra Nord e Sud. Il Mezzogiorno, nella fascia d'età tra i 25 e i 34 anni, fa registrare un tasso di occupazione femminile del 34,7% a fronte di un 74,3% al Nord. Dal 1993 al 2006 le occupate sono cresciute nel Centro Nord di un milione e 469mila unità, al Sud solo di 215mila. Cifre molto chiare che fanno capire perché tante donne al Sud hanno smesso di cercare un lavoro facendo sorgere qualche equivoco anche sui dati della disoccupazione, che non diminuisce assolutamente.Un obiettivo di equità ma anche di crescita economica. Del resto, se la denatalità è uno dei problemi più forti del nostro Paese non può non colpire come da studi Ocse confermati dall'Unione europea sia emerso che il lavoro femminile non è più un ostacolo alla natalità. Indicazione comprensibile, perché una donna che ha maggiori possibilità di occuparsi non avrà timori ad affrontare una gravidanza.Contemporaneamente il Governo vorrebbe intervenire sulla qualità del ruolo delle donne nel mondo del lavoro, per superare le difficoltà che queste incontrano nel raggiungere ruoli direttivi, ma anche per far correre le retribuzioni come quelle degli uomini. È infatti riconosciuto che una donna guadagna mediamente il 25% in meno di un uomo suo pari grado.
Massimo MasciniFonte:www.ilsole24ore.com